To live and not know that you’re living, do not understand its meaning and purpose.
Then think, be lighter and deeper.
This is the game.

“Questo libro contiene preziose informazioni”, così l’autrice Christine Joan, inizia la sua riflessione sulla vita, o meglio, sul gioco della vita.

Non ci troviamo di fronte a un saggio in stile new age dove la vicinanza a ciò che è a noi superiore, viene tradotta in simbologie e avvenimenti extra sensoriali, piuttosto percepiamo l’energia sprigionata da una ricerca piena di entusiasmo e di speranza. Il rapporto con Dio, deriva dalla profonda fede dell’autrice, una fede maturata sul campo, sul drammatico ring della vita, da cui neppure i bambini vengono esentati.

Eppure Christine non si attarda a raccontare la violenza subita ad appena cinque anni, sarebbe stato sufficente questo per scrivere il suo libro. No, l’autrice lambisce velocemente l’evento che le trasforma la vita e subito va invece alla ricerca di tutte quelle cose che le hanno permesso di uscire dal tunnel che per molti altre ed altri, si è invece rivelato senza uscita. Il tentativo di spiegare cosa fare per affrontare esperienze così tremende, e uscirne con una personalità rafforzata, è costante in tutte le pagine.

L’autrice sa però che le parole non sono sufficienti per descrivere al lettore la chiave che apre le porte di questo difficilissimo percorso. Le parole possono orientare, ma non riescono a rivelare la soluzione del gioco. Una soluzione che esiste all’interno di ognuno di noi, ma che si esprime, quasi ad imitare i miliardi di combinazioni della catena del Dna, per ognuno in modo diverso.

Ed allora Christine ricorre a tutte le forme di espressione artistica che conosce: il piccolo saggio, il racconto, la poesia, la fotografia, le frasi spezzate, gli aneddoti, la grafia e infine, perchè è pro- prio qui che esplode tutta la sua voglia di vivere, la canzone.

Così il CD inserito in questo piccolo libro, non è un gadget, ma è parte funzionale della proposta editoriale. Ma queste parole, questi suoni, quelle danze, quel teatro che viene organizzato per gridare al mondo “Stop the violence”, rappresentano si la denuncia di un fenomeno che nulla dovrebbe avere a che fare con l’umanità, ma sopratutto sono dei piccoli-grandi ponti fra la vita reale e ciò che guida l’esistenza.

Che lo si voglia o no, che lo si riconosca o no: la fiducia verso un essere superiore, regolatore e consolatore, è indispensabile per giocare al meglio il gioco della vita. Solo l’arte riesce a far percepire una simile, complicatissima proposta, per questo Christine Joan non ci chiede di razionalizzare le parole, ma di lasciarci trasportare dalla suggestione che esse producono.

La chiave per attraversare le mille porte del gioco della vita sta tutta in quella percezione, perchè è essa stessa che poi si traduce in vita reale attraverso due valori assoluti: l’amore e il rispetto. Non giudichiamo quindi questo libro per come appare, ma usiamolo come strumento per raggiungere almeno per un attimo, questa percezione; se l’avremo colta, allora l’autrice avrà raggiunto il suo scopo.

Giuseppe M. Morganti


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1 thought on “Il Gioco della Vita

  1. Il suo primo libro autobiografico, oltre al coraggio ci vuole molta umiltà per affrontare una sfida del genere, ma il bello del Gioco della vita è proprio questo: ha l’umiltà.
    This is the game

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